Dieta whole 30. Ovvero la Dieta al tempo dei social

La dieta WHOLE 30 al tempo dei social.

 Riscuote un successo strepitoso su Instagram e dura solo un mese: si chiama “ dieta Whole30”, nota anche come dieta dei 30 giorni, ed è la dieta più social del momento.

Bloggers salutiste e celebrities  hanno contribuito al passaparola in Rete col risultato di milioni di post e centinaia di community dedicate alla Whole 30 su Facebook.

dieta whole 30

Promette grandi benefici per la salute, un miglioramento del metabolismo e, secondo tutti quelli che dicono di averla provata, un dimagrimento senza troppi sacrifici.

Non si pesa niente e non bisogna pesarsi.

Per  tutto un mese si consuma solo cibo integro (whole) , non trasformato, seguendo regole semplici ma ferree.

Ideata da due nutrizionisti americani, Melissa e Dallas Hartwig nel 2009, Whole30  può essere considerata una variante della dieta “paleo”. Il principio alla base di questo regime alimentare è che il nostro corpo non si sia adattato nel corso dei secoli al consumo di cibi troppo raffinati e industriali, tutti assolutamente banditi. Si tratta, quindi, di un regime dietetico che punta ad eliminare alcuni cibi per trenta giorni,  latticini, cereali, zuccheri e legumi. E’ essenzialmente proteica, ma poiché il consumo di frutta e verdura è permesso ed anche in quantità, non ha gli effetti negativi di una normale dieta proteica.

Con la dieta whole 30 Basta un mese per perdere fino a 10 kg e al contempo disintossicarsi.

Whole30 a differenza di molti regimi dietetici, non pone l’attenzione sul semplice dimagrimento, bensì sull’individuazione e l’eliminazione dalla propria dieta di una serie di alimenti dotati di proprietà infiammatorie.

Gli autori di questo programma, infatti, in linea con le più attuali evidenze scientifiche, considerano il sovrappeso e l’obesità come una conseguenza della presenza di un ambiente infiammatorio, a volte asintomatico, altre volte associato ad una serie di diversi sintomi. Quindi, il calo peso indotto dal programma Whole30, sarebbe dovuto semplicemente all’ eliminazione o riduzione del processo infiammatorio in atto.

Così come il miglioramento generale dello stato di salute metabolico, intestinale ed extra-intestinale sarebbe il risultato dell’eliminazione degli alimenti scatenanti con carattere pro-infiammatorio.

Il programma Whole30, non essendo una dieta classica,  si basa su alcune regole, che per quanto semplici, non devono assolutamente essere infrante nei 30 giorni di attuazione della dieta.

Bisogna, infatti, rispettare rigidamente le regole base che sono le seguenti:

  1. Eliminare gli alimenti proibiti ;
  2. Cercare di mantenere le pietanze semplici e originali;
  3. Non trasgredire assolutamente, anche un piccolo sgarro potrebbe pregiudicare l’intero successo del programma. Per questo motivo, sarà necessario leggere attentamente le etichette alimentari al fine di evitare il consumo di alimenti proibiti anche inavvertitamente;
  4. Pianificare i pasti, così da evitare deviazioni dal programma alimentare
  5. Non pesarsi e non puntare la propria attenzione sul peso corporeo.

 

Dieta whole 30 – Alimenti proibiti

Latte e derivati: fanno parte di questo gruppo i prodotti ottenuti da latte di mucca, capra, bufala o pecora. Ovviamente oltre ai formaggi dovranno essere eliminati anche yogurt, panna, gelato ottenuto da latte, ecc.

Legumi: fagioli, piselli, ceci, lenticchie, arachidi e soia.  Anche in questo caso, le restrizioni dovranno essere estese anche ai prodotti derivati da questi come il latte di soia, il miso, il tofu, il tempeh ecc.

Cereali: grano, segale, orzo, avena, mais, riso, miglio, bulgur, sorgo, cereali germogliati e anche gli pseudo-cereali gluten free come la quinoa, l’amaranto ed il grano saraceno ed anche tutti i prodotti derivati da questi alimenti, compresa la crusca, i germogli, l’amido ecc.

Zuccheri ed edulcoranti anche artificiali: sciroppo d’acero, miele, nettare di agave, zucchero di cocco, stevia, edulcoranti artificiali di qualsiasi forma e gli alimenti contenenti questi prodotti;

Tabacco e alcol;

Solfiti, Carragenina, MSG e tutti gli alimenti contenenti questi prodotti;

Prodotti da forno, prodotti confezionati

 

Dieta whole 30 – Alimenti concessi

Sebbene non sia prevista limitazione, sarà comunque opportuno evitare il consumo di quantità eccessive degli alimenti concessi, rimanendo sempre in porzioni medie e moderate.

Tra gli alimenti concessi troviamo:

Carne,Pesce,Uova,Frutta e verdura, spezie,burro chiarificato,fagiolini, piselli, aceto, anche balsamico.

Sale, preferibilmente iodato.

Di seguito uno schema tipo di una giornata di dieta Whole 30:

Schema tipo dieta whole 30

Colazione: caffè o tè senza zucchero con latte di mandorle (senza alcun tipo di zucchero), due uova strapazzate in un cucchiaino di burro chiarificato, una coppa di mirtilli.

Spuntino: mezzo avocado o dieci nocciole, un bicchiere di succo d’arancia 100%

Pranzo: una crema di verdure, bistecca con verdure a scelta cotte in olio e poco sale integrale, macedonia di frutta con semi oleosi e noci.

Spuntino: un tè, frutta a scelta

Cena: pesce al vapore con verdure a scelta, una patata bollita e condita con un cucchiaio di maionese, una tisana senza zucchero.

 

Cosa succede dopo i 30 giorni di dieta whole 30

Terminati i 30 giorni del programma sarà necessario reintrodurre gradualmente gli alimenti, individuando quelli meglio tollerati ed escludendo invece quelli più problematici.

In realtà l’intero programma, compreso quello di reintroduzione, può essere acquistato on-line, con ricette e menù giornalieri per ogni singolo giorno. Il pacchetto prevede anche la presenza di un app che può aiutare l’utente nella definizione delle ricette in base alle proprie esigenze, in linea con il programma.

Prima di intraprendere un programma dietetico come il Whole30 sarebbe preferibile consultare il proprio medico ed accertare il proprio stato di salute.

Diabete di tipo1, disturbi della condotta alimentare, patologie infiammatorie intestinali sono solo alcune delle principali controindicazioni all’utilizzo del programma dietetico Whole30 senza l’opportuna supervisione di un professionista.

Nei primi 30 giorni, inoltre, potrebbero verificarsi, seppur transitoriamente, episodi di stitichezza, diarrea, dolori addominali e ipotensione. In questi casi sarebbe opportuno consultare il proprio medico ed eventualmente prendere in considerazione la possibilità di sospendere la dieta.

 

Il  Dott. Attilio Speciani, nutrizionista che pone particolare attenzione al rapporto fra cibo ed  infiammazione derivante da alcuni alimenti, ha curato l’edizione italiana del testo americano dedicato alla Whole 30 ed afferma:

“In questo programma  alimentare ritrovo indicazioni simili a quelle che fornisco ai miei pazienti. I suoi pilastri sono una ricca prima colazione proteica, entro un’ora dal risveglio, l’eliminazione di qualsiasi tipo di dolcificante e zucchero, l’abbondanza di verdure, l’uso bilanciato delle proteine in ogni pasto, per pungolare il metabolismo. Questa dieta si discosta però dalle iperproteiche con cui spesso, erroneamente, viene confusa, perché rispetta le indicazioni dell’Oms ed evita gli eccessi. Inoltre , propone di astenersi da certi cibi solo per 30 giorni: è un tempo breve, ma con una rilevanza clinica importante. In un mese l’organismo, oltre ad aver ridotto l’infiammazione, perso massa grassa e spento i sintomi di malattie legate al cibo (dall’artrite all’asma), ha imparato a nutrirsi in modo diverso. Anche se si reintroducono cereali, formaggi e vino, questi non avranno il potere di incidere sull’organismo come prima”.

 

Autore dell'articolo: dieta dietadieta

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